In una intervista alla televisione iraniana Al Alam TV andata in onda ieri sera, il dittatore siriano Bashar Assad ha confermato l’asse di ferro con Teheran affermando che «la presenza iraniana in Siria non è negoziabile» smentendo anche le voci in merito a un accordo tra Russia, Israele e Stati Uniti che dovrebbe portare all’uscita delle forze militari iraniane dalla Siria o quantomeno ad allontanarle dal confine con Israele.

Assad ha anche negato che in Siria ci siano basi militari permanenti iraniane sostenendo che l’Iran, come la Russia, fornisce solamente «assistenza militare nella lotta al terrorismo» ma che a Teheran non hanno alcuna intenzione di stabilirsi in Siria e che, comunque, sarebbe una decisione che spetta unicamente alla Siria e non ai suoi nemici.

Parlando della presenza iraniana (o dei suoi proxy) in prossimità del confine con Israele, sul Golan, Assad ha detto che se fino ad oggi la regione non è stata liberata dalla presenza dei terroristi e quindi pacificata è solo perché Israele ha ordinato ai terroristi di spostarsi al sud, cioè proprio sul Golan. In sostanza Assad sostiene che se gli iraniani e gli Hezbollah si trovano vicino al confine con lo Stato Ebraico la colpa sarebbe proprio di Israele. Davvero una bella arrampicata sugli specchi.

I commenti israeliani alle parole di Assad

Da Israele non arrivano ancora reazioni ufficiali alle parole di Assad e probabilmente non arriveranno mai, ma l’intervista alla TV iraniana non è passata inosservata e ufficiosamente alcuni anonimi funzionari della difesa israeliana hanno detto che «Assad cerca di negare l’evidenza dei fatti» e che in ogni caso «Israele non permetterà all’Iran di stabilirsi in Siria a prescindere dalle volontà di chiunque».

Israele ha attaccato diverse volte basi militari iraniane in Siria distruggendo importanti depositi di armi e missili che potevano essere usati dagli iraniani per attaccare Israele.

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